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 Il significato originario del latino symbolum era “mettere insieme due parti distinte”.

Nell’antica Grecia, il “simbolo” (σύμβολον) era una “tessera di riconoscimento”, ovvero una tessera di terracotta spezzata a metà, le cui parti perfettamente combacianti e complementari erano custodite da due persone, due famiglie o due città, in segno di alleanza e di accordo, e venivano mostrate al momento opportuno.

Col tempo, il termine simbolo ha assunto anche il significato di “patto” ed infine di segno, insegna, bandiera.

Sono simboli comuni i segni distintivi della Patria, come la bandiera. Simbolo per eccellenza, attorno ad essa si uniscono i popoli, riconoscendola come segno di valori e di storia condivisi.

I simboli, dunque, significano il legame esistente tra due parti, distinte ma indissolubilmente unite, al di là del tempo: Dio e uomini, Re e popolo, marito e moglie, singolo e gruppo di appartenenza. Infine, passato e presente.

Per questo motivo essi vanno mostrati: per rendere evidente a tutti l’esistenza di quel legame speciale, che è parte essenziale di noi stessi.

Un simbolo mostra la nostra identità e ci fa riconoscere.

Per questo la Fondazione Il Giglio ha scelto come proprio simbolo il giglio borbonico, al centro di uno scudo.

Esso rappresenta il legame che unisce il presente con la storia secolare del Regno, costituito nel 1127 da Ruggero II d’Altavilla unendo i feudi normanni dell’Italia Meridionale e della Sicilia.

Un regno i cui confini – al Nord i fiumi Tronto e Liri e a Sud il Mediterraneo – sono rimasti immutati per 734 anni, nonostante l’alternarsi di dinastie e di conquiste.

Un regno fondato su un territorio nel quale vivevano popoli diversi ma con tratti distintivi comuni, i cui semi, gettati dai Greci, avevano sviluppato radici tanto profonde da non poter essere estirpate, da essere capaci rifiorire di fronte a qualunque cambiamento.

Un regno abitato da popoli la cui storia ha scolpito un’identità comune fatta di lingue, tradizioni, usi, arte, scienza, e coronata dalla fede cattolica.

A questo Regno la Fondazione Il Giglio si ispira e questa identità vuole difendere e rinnovare, liberandola dalle male erbe che la soffocano.

Da questa identità la Fondazione Il Giglio vuole ripartire per riprendere la storia interrotta un secolo e mezzo fa.